Le Vanvere intervistano Le Vanvere: Giulia Quagli

Si arrabbia e ti maltratta, ogni volta esponendoti la sua teoria che mandarsi a quel paese in libertà è la base di ogni vera amicizia (quando la dice lei la frase è più colorita).
Potreste tagliarle un braccio e non si lamenterebbe, anche se sembra un orso ha un cuore di pezza e traina il gruppo quando non si vedono speranze all’orizzonte!
Abbiamo già le carte pronte per il finanziamento della blindocisterna aziendale.

L’unica e sola guidatrice delle Vanvere, si accolla qualunque caso umano trovi sulla sua strada comprese noi, infatti l’abbiamo eletta Presidenta!
Giulia Quagli è la Furiosa dei nostri cuori e noi nel dubbio le diamo sempre ragione.
Fatelo anche voi.

Nasce in Toscana, dove attualmente vive e lavora.
Dopo il Liceo Scientifico si è dedicata totalmente al disegno e alla pittura frequentando l’Accademia di Belle Arti e successivamente la Scuola Internazionale di Comics a Firenze.
La sua formazione parte dalle tecniche tradizionali più disparate per poi approcciare al digitale dove trova massima espressione per le sue creazioni.
La sua produzione spazia da immagini per il web alla grafica, dall’advertising all’editoria per l’infanzia. Insegna illustrazione presso THE SIGN – comics and art academy
Ha una profonda passione per il caffè, gli art-book di animazione e le cartoline spedite dai luoghi più disparati! Vorrebbe tantissimo che le sue bio in terza persona le scrivesse qualcun altro perchè lei è veramente pessima!

Presentati… cinque parole a vanvera su Giulia illustratrice.

Tenacia, masse, ambizione, raziocinio, liste.

Cinque parole a vanvera su Giulia umano.

Branco, orgoglio, dieta, nerd, liste.

Una dote/caratteristica che non può mancare ad un disegnatore?

La professionalità, intesa a 360°.

Cosa odi di più del tuo lavoro?

A volte, la fatica che si deve fare per ottenere il “riconscimento”. Anche nell’illustrare la storiella più banale cerco sempre di sfruttare a pieno tutte le mie doti tecniche e immaginifiche di ricerca e creazione e quando capita di confrontarsi con chi questo lavoro lo vede solo come un “fare disegnini carini” un po’ muori dentro.

Ah già… The o caffè?

Sta pure scritto nella mia bio, ma ammetto che da odiare “l’acqua calda” (che era l’unico modo con cui appellavo il the, fino a qualche mese fa) le temperture rigide dello studio mi hanno fatto ricredere sui benefici di una tazzata calda a metà pomeriggio.

A quale ballo non puoi resistere?
Non ne ho la più pallida idea, sono in grado di ballare canzoni che non apprezzo particolarmente in contesti ottimali (storia è ormai la mia interpretazione di Despacito, rappata mentre guido verso festival sconosciuti-vedi gif-), come di non muovere un sopracciglio davanti alla pista da ballo più gremita, ma anche di costringermi in movenze ben poco aggraziate durante lezioni di Zumba.
Qual è la canzone che ti vergogni di sapere a memoria?
Occhi bassi dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Ero un’adolescente grassoccia ed insicura, praticamente il prologo di un romanzo di Moccia.

Con chi balleresti un tango appassionato e con chi ti butteresti nel pogo?
Un tango forse solo con il mio babbo, perché nonostante abbia trent’anni suonati è l’unico uomo che mi supera in altezza di un bel po’ e perché è impacciato quanto me nel ballo. Poi nell’ipotesi di una scena del genere avremmo sicuramente bevuto una buona bottiglia e tutto sarebbe più semplice.
Il pogo con persone di cui mi fido, per il semplice fatto che sono una persona senza un briciolo di equilibrio, casco e inciampo ovunque di normale.
In un pogo ho bisogno di stare a cuore a qualcuno per non morire schiacciata dalla massa.
Hai una “playlist di lavoro” (5/10 tracce) che hai il coraggio di condividere con noi?
Non ho un briciolo di gusto musicale ma fortunatamente ho amici che ce l’hanno per me e che mi fanno playlist per la palestra o mi suggeriscono cose da ascoltare… il resto sta negli algoritmi di YouTube che mi fa imbattere in cose che passano o in fisse che perseverano per mesi. Le fisse di questo periodo sono:
– cattiveria ma con “classe”: AZEALIA BANKS – 212 FT. LAZY JAY
– ci ha sostenuto nell’imbiancatura dello studio e deride la mia passione per i Linea 77 e la passione di Camilla per Goran Bregovic: Elio e le Storie Tese – Complesso del Primo Maggio
– storpiature e rivisitazione dei testi in momenti ilari: La Yegros – Chicha Roja (conosciuta grazie alla playlist di Rosita Uricchio)
– canzone motivational: Noemi – Il cielo toccherò (The Brave)
– canzone passe-partout (dal riscaldamento in palestra ai primi tepori alla guida): Yes Sir, I can Boogie – Baccara
– ci sono dei Mariachi: Train – 50 Ways to Say Goodbye

Ma la grandissima novità della playlist dello studio (mio malgrado) è Calcutta, che Camilla* spera diventi uno dei miei amichetti ma che io non riesco a far altro che insultare e maltrattare, ovvero la base di ogni mia sana relazione amicale.

*Camilla è certa che Calcutta recherebbe grande giovamento da un’amicizia con Quagli, sarebbe perfetto per le birre consolatorie del Giovedì sera in studio.

 

Sappiamo che il nostro collettivo è fatto di ruoli complementari, e chi riesce a fare una cosa è automaticamente negata per un’altra. E tu sei assolutamente negata per…?

Autopromuovermi. Faccio fuoco e fiamme e me ne invento di sotto terra per mettere in piazza il più possibe delle Vanvere (con grande disappunto di Elmi) ma quando si tratta di me l’idea fissa è “ma a chi cavolo gliene frega se oggi pomeriggio sto a passeggio col cane? O se mi metto ‘sta maglietta o leggo ‘sto libro…” poi il mio spirito di sopravvivenza in studio (Camilla tende a minacciarmi quotidianamente) mi spinge a fare cose… a caso il più delle volte.

Dividi lo spazio di lavoro (e dell’80% della vita quotidiana) con Camilla, in quello che è diventato lo Studio Fuffa. Quali sono le problematiche della convivenza civile fra illustratori -e in particolare con Camilla-? Se ci sono, quali sono gli argomenti di discussione? Come riuscite a superare la competizione che potrebbe esserci fra due illustratrici freelance che disegnano con tecnica simile?
Le problematiche più grosse sono la ripartizione del calendario dei pranzi. Ovvero decidere chi cucina cosa per quale giorno della settimana, di solito la cosa va così:
G:<<No, io stasera non ce la faccio ho sessione*>>
C: <<Io nemmeno devo rimbiancare [inserire stanza a caso] di casa mia
G: <<mmm… surgy**?>>
C: <<vai!>>
* sessione di gioco di ruolo
** vellutate surgelate a basso costo che basta mettere nel micronde per quei 40 minuti
Fortunatamente siamo due persone con lo stesso livello di sopportazione per il disordine e crisi esistenziali alternate. Se no, credo, ci saremmo uccise.
Gli argomenti di discussione sono, appunto,  il cibo, uomini, problemi di uomini e cibo.
Poi almeno una volta al giorno scatta la frase “quando ti alzi vieni a dirmi che ti sembra di [questa palette/ questo personaggio/ questa idea]”.
Per quanto riguarda la competizione c’è ben poco da superare: la tecnica è la stessa ma dire che io e Camilla disegnamo nello stesso modo o abbiamo lo stesso stile direi che è un’affermazione  abbastanza superficiale. Però, è vero che per lavoro abbiamo clienti simili, in ogni caso, condividere spazio e tempo per adesso è stato solamente uno stimolo e una condivisione di esperienze. Se arriveremo alle mani farò una storia su instagram!
Sei il Presidente non solo di nome ma anche di fatto: gestisci le email, i social, la guida della macchina e sei sempre sommersa da liste di ogni sorta per tenere tutto sotto controllo.
Ma quand’è che Giulia lascia le redini del comando, si rilassa e si ritrova in balìa degli eventi, in maniera spensierata?
Mai.
Se tutto va secondo le mie liste!
Scherzo.

Quando stacco da tutti gli accolli, lavorativi e non. Poi il fatto che succeda di rado è perché devo ancora migliorare con le mie liste e saper aggiungere “rilassarsi” di tanto in tanto.

Potete seguire il lavoro di Giulia su:

WEB – INSTAGRAM –  BEHANCE

Leggi anche le interviste di Celina, Camilla e Lisa e pure quelle degli altri ospiti di Let’s Dance! 

 

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