L’importanza di essere “manifesto”: intervista a Riccardo Guasco

Riccardo Guasco, nome di spicco nel panorama dell’illustrazione italiana, ama le biciclette e il futurismo ma adesso è pronto a creare la sua bestiola per la nostra mostra ZOO • Animalia (22-23 Aprile, Empoli). Eccovi la sua intervista!

Riccardo Guasco, “rik”, illustratore e pittore, è nato ad Alessandria nel 1975.
Ispirato da movimenti come il cubismo e il futurismo, da personaggi come Picasso, Depero, Feininger e innamorato del manifesto come mezzo di comunicazione utile ad una buona educazione all’immagine, mescola poesia e ironia creando illustrazioni per far sorridere gli occhi.
Le sue illustrazioni appaiono su campagne pubblicitarie, riviste, libri, cappelli e biciclette.
È felice di aver collaborato con The New Yorker, Eni, TIM, Diesel, Longines, Rizzoli, Baldini & Castoldi, Poste Italiane, Vanity Fair, Giunti, Moleskine, Rapha, DeAgostini, Sole 24 Ore, Emergency, Greenpeace, Rai, L’Espresso.
Presentati… cinque parole a vanvera su Riccardo illustratore.
Cubismo, poster, biciclette, errore, ironia.
 
Cinque parole a vanvera su Riccardo umano.
Resilienza, nebbiolo, fritto misto (alla) piemontese.
 
Una dote/caratteristica che non può mancare ad un disegnatore?
Umiltà, resistenza, curiosità, serietà, introspezione… ah non erano cinque come sopra!
 
Cosa odi di più del tuo lavoro?
Nulla, lo rispetto molto di più da quando da passione è diventato un lavoro.
 
Ah già… The o caffè?
Già pausa? Quanti caffè?
 
Qual è il tuo animale guida?
Orso anche se il Castoro e la Marmotta seguono a ruota.

 
Quali caratteristiche/capacità animali vorresti avere?
La capacità di adattarsi al cambiamento dei topi.
 
Sei un animale da branco o solitario?
Principalmente solitario ma ogni tanto si scende a valle a prendere un caffè in compagnia con piacere.
 
Qual è la città toscana che preferisci?
Castelnuovo Berardenga, ci ho passato un po’ di giorni per la realizzazione di una scenografia teatrale e quindi per motivi affettivi legati a quelle giornate quando passo da quelle parti cerco sempre di farci un giro a salutare gli amici! Ho fatto anche il militare ad Arezzo però ho mangiato meglio a Castelnuovo!
 
Qual è il piatto toscano che preferisci?
Pici cacio e pepe.
 
Qual è la parola toscana che ti fa più ridere e quella che proprio non capisci?
“Buho” mi fa schiantare! Che non capisco ce ne sono un sacco, ma non ho approfondito!
 
Lancia una sfida alle Vanvere!

Un’illustrazione fatta da voi con all’interno le seguenti cose : un orso, un castoro una marmotta, delle api, un caffè, un topo, pici cacio e pepe, Castelnuovo Bererdenga e un “buho”.

 

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