Il braquilo come fa non c’è nessuno che lo sa: intervista a Ilaria Guarducci

Ilaria Guarducci è un’illustratrice toscana; il suo lavoro passa da illustrazioni per l’infanzia buffe e scanzonate a progetti personali più sperimentali e adulti. Siamo molto felici di averla nelle file di  ZOO • Animalia (22-23 Aprile, Empoli)!
Eccovi la sua intervista!

Nata a Prato, dopo il liceo classico e un corso di restauro del legno decide
(finalmente) di dedicarsi all’illustrazione.
Si diploma all’Accademia Nemo di Firenze e dal 2012 collabora con varie case editrici.
Ha scritto e illustrato libri come “Sempreverde, il segreto di Nonno Teodoreo” (Fatatrac 2012), “Le straordinarie macchine del signor Mustacchio” (Camelozampa 2014), “Spino” (Camelozampa 2016) che sono tradotti e pubblicati anche in Portogallo, Francia, U.K, Cina, Corea, Giappone.

Presentati… cinque parole a vanvera su Ilaria illustratrice.

Salva spesso che è meglio.
(effettivamente non sono proprio a vanvera…)

Cinque parole a vanvera su Ilaria essere umano.
E adesso che si mangia?

Una dote/caratteristica che non può mancare ad un disegnatore?
La capiacità di fare collegamenti tra quello che ha nella testa e cosa gli esce dalla mano, tra l’immagine che crea e i suo significati, nel caso dell’illustratore di saper usare interscambiabilmente linguaggio reale e immaginario, visivo e verbale.

Cosa odi di più del tuo lavoro?
La frequente suspance del “quando me paganooh?”, l’incredibile sincronia delle scadenze e quello stato di abbrutimento che riesci a raggiungere prima delle consegne, quando cominci a usare la tavoletta grafica come tovaglietta per il pranzo e se ti cade qualcosa pensi “ctrl+z”.
Ah già… The o caffè?
Sicuramente caffè, ma d’inverno lo tradisco spesso con quel biondo caliente del the.

Qual è il tuo animale guida?
Direi il braquilo, un incrocio tra l’aquila e il bradipo.
La parte aquila vola in alto e mi guida sulla direzione, la parte bradipo mi ricorda che per arrivarci può volerci del tempo, di avere pazienza e godermi il viaggio.

Quali caratteristiche/capacità animali vorresti avere?
Vorrei avere le capacità mimetiche del camaleonte, provare la sensazione di cambiare pelle come il serpente, ogni tanto farebbe comodo anche una proboscide e di questa stagione il pelo morbido dell’alpaca.

Sei un animale da branco o solitario?
Da giovine pensavo di essere da branco ma poi ho scoperto che in realtà sono un animale solitario (proprio come il braquilo).

Qual è la città toscana che preferisci?
Be’, a Firenze ci sono i turisti, a Pistoia i pistoiesi e a Lucca i lucchesi,
a Viareggio il mare è bruttino, a Livorno c’è il cacciucco -e potrebbe tentarmi-
ma non la conosco così bene…
Quindi un po’ per esclusione e un po’ per affetto direi Prato, soprattutto il quartiere di S.Paolo, la chinatown pratese.
Un luogo magico in cui puoi trovare il furgoncino di un fruttivendolo napoletano che vende arance siciliane e annuncia il suo arrivo con gli altoparlanti in cinese.

Qual è il piatto toscano che preferisci?
La panzanella d’estate e i sedani ripieni che fa la mia nonna, che tra l’altro
non mangio da un po’…eh? Nonna? (qualcuno le faccia leggere l’intervista)

Qual è la parola toscana che ti fa più ridere e quella che proprio non capisci?
Di parole da ridere in toscana ce ne sono tante, le mie preferite sono:
accicciare, affrittellare, sbrendolo, frignolo, sciamannato, “la cislonga”,
le esclamazioni “chi mòia”, “chi accèi” e “bada lì”.
Una parola che non capisco, o meglio, di cui non riesco a fissare il significato è ritrecine.

Lancia una sfida alle Vanvere! 
Vorrei vedervi alle prese con un’ azione al di fuori dal contesto illustrativo,
tutto matite e photoshop…vi decontestualizzerei sfidandovi a fare un’ istallazione contempovanea e covpovea: una piramide umana.
Se vi serve un quinto elemento vengo anch’io!

Seguite il lavoro di Ilaria su:
ilariaguarducci.blogspot.it

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