Parole illustrate: AMLETICO

Io sono una che dà molta importanza alle parole. Sceglierle e non usarle a caso è fondamentale. Usarle in quantità sbagliate o combinarle male può mandare all’aria tutto, come quando si fa una torta. 

La collaborazione con unaparolaalgiorno.it è arrivata al NONO appuntamento!
Parola di GENNAIO 2018.

È una bellissima parola con cui cominciare il 2018, anche perché Giorgio e Massimo di unaparolaalgiorno.it ormai hanno capito quali “mondi” mi piace illustrare, e ogni volta mi sorprendono con una parola più sfiziosa con cui mettermi alla prova.
Qui si parla di una tragedia: abbiamo un re, una regina, un principe e un regno… ma sappiamo già dall’inizio che probabilmente nessuno di loro vivrà felice e contento.
La storia è conosciuta: il re padre di Amleto muore, il fratello del re sposa la regina, il fantasma del vecchio re torna ad avvisare il figlio di essere stato ucciso dal nuovo re. Così Amleto medita la vendetta e poi… mi fermo qui.

Di questa opera è famosa la frase “C’è del marcio in Danimarca” -che io uso spesso, fuori contesto-, e ancora di più lo è “TO BE OR NOT TO BE”, con il monologo che ne segue, che in pratica domanda: “Essere o non essere? Vivere o morire? Essere attivi, e quindi combattere i dardi della sorte avversa e opporsi a essi, o essere passivi, non agire e soccombere, morire per dormire, e starsene tranquilli?”. E Amleto rimane paralizzato in questo dubbio. Proprio per descrivere una scelta difficile è nata l’espressione “dubbio amletico”.
Uno dei monologhi più affascinanti (e cupi) che ho studiato, insieme a quello di Macbeth (“Tomorrow, tomorrow and tomorrow”, anche questo non proprio un inno di ottimismo, ma molto immaginifico).

“Egli vive intimi contrasti che lo lacerano e paralizzano: tentenna nel dubbio, in un dubbio sofferto, senza che la ragione di questo tentennamento esca alla luce del sole. Nel ‘dubbio amletico’ – espressione così ripronunciata da avere preso il fascino della gomma masticata – troviamo però di solito un che di cervellotico, di parodistico: l’atroce paralisi di Amleto diventa volentieri una dileggiata mancanza di spirito pratico.”
(Giorgio Moretti)

Per farla breve, questa è la parola di gennaio 2018. Ecco a voi…

AMLETICO.
(Qui trovate la spiegazione completa di “Amletico” di Giorgio Moretti)

Il progetto  “Parole Illustrate”:

Com’è nato il progetto:
Sono sempre stata incuriosita dalle parole e dai loro significati.
Alle elementari ci insegnavano a usare il dizionario e ci facevano scrivere su una rubrica le parole che non conoscevamo. Io leggevo tantissimo, così imparavo nuove parole, e quando ne trovavo una sconosciuta non riuscivo ad andare avanti finché non avevo scoperto il significato. Funziona ancora così più o meno e, quando leggo o sento una parola che mi incuriosisce, la “metto da parte”.

Diventata un’accumulatrice seriale di parole dall’etimologia interessante (specialmente quelle con greco e latino in agguato), mi sono chiesta che fare di tutti questi vocaboli. Dovevo farne un PROGETTO, dovevo DISEGNARLE. In fondo, è quello che faccio ogni volta: la mia ricerca di ispirazione si basa molto sulle parole e la loro etimologia, che poi si mescolano con immagini e suggestioni. Facendo ricerche in rete, mi sono imbattuta nel sito unaparolaalgiorno.it, un vero atlante delle parole, in cui ogni giorno viene pubblicato un nuovo vocabolo, con etimologia, curiosità e riflessioni; il tutto è scritto con grande attenzione e rispetto, direi anche affetto, per la lingua italiana. Registrandosi si riceve una newsletter (che conta più di 90.000 iscritti) con la parola del giorno, che parte ogni notte. Ti alzi la mattina e trovi nella casella di posta una nuova parola, come un pasticcino o un buon caffè. Io lo trovo esaltante.
Insomma, questo sito era di grande ispirazione, mi ha affascinata e ho deciso di contattare la redazione, proponendo di collaborare.
Il risultato è tanto entusiasmo e il fatto che, da qui in avanti, fra tutte le parole giornaliere, una al mese arriverà corredata di una mia illustrazione!

Grazie a Giorgio e Massimo!

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